Quando si raccolgono le olive? Il momento che decide l’olio

Quando si raccolgono le olive? Il momento che può cambiare completamente un olio

Con l’arrivo dell’autunno, nelle campagne pugliesi si avvicina uno dei momenti più importanti dell’anno: la raccolta delle olive.

Per chi osserva un ulivo carico di frutti potrebbe sembrare semplice: le olive maturano, vengono raccolte e portate al frantoio.

In realtà, dietro la scelta del momento della raccolta c’è molto di più.

Raccogliere prima o aspettare qualche settimana può influenzare resa, profumi, intensità e caratteristiche dell’olio che arriverà sulle nostre tavole.

Ed è proprio qui che inizia il viaggio dell’olio nuovo.

Quando si raccolgono le olive in Puglia?

Non esiste una data uguale per tutti.

Il periodo della raccolta dipende dalla cultivar, dall’andamento climatico dell’annata, dal territorio e soprattutto dal tipo di olio che il produttore vuole ottenere.

In Puglia la campagna olearia si concentra generalmente nei mesi autunnali, ma il momento preciso viene valutato osservando attentamente lo stato di maturazione delle olive.

Il colore del frutto può iniziare a cambiare dal verde verso tonalità più scure: è il processo chiamato invaiatura.

Ma il colore, da solo, non basta.

L’esperienza del produttore sta anche nel capire quando il frutto ha raggiunto l’equilibrio desiderato.

Olive raccolte prima o più mature: cosa cambia?

Qui nasce uno degli aspetti più affascinanti del mondo dell’olio.

Raccogliere olive in una fase relativamente precoce può favorire oli dal carattere più verde, fresco e intenso, anche se generalmente con una resa inferiore.

Aspettando una maturazione maggiore, invece, cambiano sia la quantità di olio ottenibile sia il suo profilo sensoriale.

Non significa che una scelta sia automaticamente migliore dell’altra.

Significa che il momento della raccolta è una vera decisione produttiva.

L’obiettivo non è semplicemente ottenere più olio possibile, ma trovare il momento più adatto alla cultivar e al risultato che si vuole raggiungere.

Ogni cultivar ha i suoi tempi

Un altro motivo per cui non esiste una data universale è che le varietà di olive non si comportano tutte allo stesso modo.

Coratina, Ogliarola, Leccino, Frantoio e Picholine, per esempio, possiedono caratteristiche differenti.

Conoscerne il comportamento durante la maturazione permette al produttore di decidere quando intervenire e come valorizzare al meglio ciascuna cultivar.

È uno dei motivi per cui il mondo dell’extravergine è molto più complesso di quanto possa sembrare osservando una bottiglia sullo scaffale.

Dalla raccolta al frantoio: il tempo continua a contare

La cura non termina quando l’oliva viene staccata dall’albero.

Da quel momento comincia un’altra fase delicatissima.

Le olive devono essere gestite correttamente e avviate alla lavorazione rapidamente, perché la qualità della materia prima deve essere preservata fino al momento dell’estrazione.

Ecco perché dietro un buon extravergine non c’è soltanto la tecnologia del frantoio.

C’è una sequenza di decisioni che inizia molto prima: nell’uliveto.

L’attesa dell’olio nuovo

Settembre porta con sé proprio questa sensazione: l’attesa.

Gli ulivi sono ancora carichi di frutti, ma ci stiamo avvicinando al momento in cui il lavoro di un’intera stagione inizierà a trasformarsi nel nuovo raccolto.

Poco dopo arriverà uno dei momenti più belli per chi ama l’olio: assaggiare l’olio appena prodotto.

Profumi intensi, sensazioni vegetali, amaro e piccante raccontano immediatamente la personalità del nuovo raccolto.

Capire l’olio partendo dall’oliva

Quando versiamo l’extravergine su una frisella, sulle verdure o semplicemente su una fetta di pane, vediamo soltanto il risultato finale.

Ma quel sapore ha iniziato a prendere forma molto prima.

Dalla cultivar all’annata, dal momento della raccolta alla velocità con cui le olive arrivano al frantoio: ogni scelta lascia una traccia.

Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più belli dell’olio extravergine.

Dietro poche gocce c’è un intero anno di lavoro.